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Racconto di viaggio di Mario Aliberti: Ottobre 2017

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Venerdì 6 Ottobre 2016 ore 21:00
Mario Aliberti racconta il viaggio in in Cina:

"Lo Yunnan, a sud delle nuvole".

Sala Rita Levi Montalcini, Viale Trieste (Santa Caterina) – Fermo

Cina 2014: Lo Yunnan, i Cinesi non sono tutti uguali.

ottobre 2014
La Cina, con 1,4 miliardi di persone, è notoriamente il paese più popoloso del mondo. Nell’immaginario collettivo la Cina è un paese monolitico abitato da persone tutte uguali: i cinesi. Non è così; in Cina ci sono 56 etnie anche se una, quella degli Han è  la maggioritaria e conta circa 1 miliardo e 226 milioni pari al 91.51% della popolazione.
Secondo la Costituzione tutte le nazionalità della Repubblica Popolare Cinese sono uguali, lo Stato assicura i diritti e gli interessi legittimi di ciascuna minoranza etnica, promuove l’unità, l’uguaglianza e l’aiuto vicendevole fra le nazionalità. In realtà gli Han sono forza preponderante in ogni regione e non sempre madre Cina riesce a gestire il prorompente sviluppo economico con le esigenze delle minoranze che aspirano a mantenere i loro usi e costumi, seguire le loro tradizioni, mantenere viva la loro lingua all’interno delle loro comunità.
Nello Yunnan, isolata provincia situata nella regione sud-occidentale al confine con il Tibet, il Myanmar, il Viet Nam ed il Laos, è concentrata la maggior diversità di minoranze etniche, ben 25, che parlano lingue Tibeto-birmane talvolta in associazione con il Cinese standard grazie ai media ed alle scuole. Fra i Naxi gli sciamani utilizzano nei loro rituali addirittura la scrittura Dongba costituita da pittogrammi. Degli originari insediamenti ben poco è rimasto ma è ancora possibile incontrare ai mercati donne che vestono i costumi tradizionali.
L’espansionismo economico cinese degli ultimi anni ha certamente permesso a molti di migliorare le proprie condizioni di vita e a larghi strati sociali di arricchirsi ma, come avvenuto a suo tempo nel mondo occidentale, a scapito della salvaguardia dell’ambiente e delle peculiarità etniche e culturali. In questa situazione di sconvolgimenti epocali è importante che la nuova Cina, ricca e capitalista, si impegni concretamente, prima che sia troppo tardi, per proteggere la fragilità delle minoranze etniche affinché il patrimonio culturale di questa varietà di popoli possa sopravvivere.
Attraversata da rotte commerciali, questa provincia è stata per secoli luogo d’incontro e di scambio di merci con i paesi confinanti ed ha consentito un primo approccio dei visitatori europei all’impero cinese.
Nella parte settentrionale sono ubicate le antiche città di Dali, Lijiang e Zhongdian il cui distretto nel 2001 è stato ribattezzato dalle autorità di Pechino Shangri-La, a scopo turistico, anche se non sono precisamente questi i territori descritti da Hilton nel suo "Orizzonte perduto". Oggi queste località sono mete preferite da turisti cinesi e stranieri. La regione meridionale è occupata da una splendida area tropicale con piantagioni di tè e coltivazioni di riso su terrazzamenti addossati ai fianchi della montagna di straordinaria bellezza, dichiarati patrimonio Unesco dal 2013. Costruite dal popolo Hani circa 1300 anni fa, si estendono a perdita d’occhio e sono state mantenute intatte fino ad oggi con paziente e faticoso lavoro manuale a testimoniare la esemplare armonia fra l’uomo e l’ambiente.
Oltre alle località turistiche più note ed agli ambienti naturali di rara bellezza, il viaggiatore attento può cogliere situazioni di vita quotidiana che, al di la delle differenze di alcune abitudini che possono lasciarlo perplesso, rivelano invece uno spirito accogliente e ben disposto nei confronti dello straniero. In genere i cinesi nutrono una grande ammirazione per l’Italia ed in particolare per il calcio, la moda ed il cibo ma anche per la cultura; conoscono Marco Polo e Matteo Ricci e spesso fanno similitudini tra l’antico impero romano e l’impero cinese. In via generale può dirsi che considerano l’Italia come Paese Amico.

6 Settembre 2017
Mario Aliberti
Ultimo aggiornamento: 02/12/2017
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