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Camping Club Fermano
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Racconto di viaggio di Mario Aliberti: Ottobre 2020

Venerdì 2 Ottobre 2020 alle 21:00 il nostro socio Mario Aliberti ha raccontato ai soci e amici presenti il suo viaggio in INDIA- Ladakh.

Sala Rita Levi Montalcini, Viale Trieste 29 – Fermo  


L'evento promosso come ogni anno dal Camping Club Fermano, si è svolto in un aula meno piena del solito con i soli 36 posti disponibili su 100, per le norme anti Covid-19.

Sono mancati partecipanti abituali, ma sono venute molte persone nuove, estremamente motivate. Notiamo con soddisfazione la presenza dell' Assessore al Turismo della città di Fermo, Annalisa Cerretani che ha manifestato grande interesse per il turismo itinerante.

Si pensava ad una replica nel corso del corrente mese per soddisfare le richieste dei tanti rimasti esclusi, ma il costante aumento dei casi di contaminazione e le indicazioni più restrittive approvate il 7/10 ci obbligano a rinviare a tempi migliori.

foto di Fabrizio e Mauro

INDIA: LADAKH, il piccolo Tibet indiano

giugno 2015

Il Ladakh è una remota regione dell’India settentrionale con una superfice

inferiore ai 60.000 Kmq ed appena 234.000 abitanti. Fa parte dello stato Jammu e Kashmir ed è conosciuta anche come “Il piccolo Tibet indiano”; a differenza del Tibet, provincia cinese, ha mantenuto integri riti e tradizioni. È una delle zone abitate più alte della terra. Attraversato da molteplici valli laterali a ridosso di catene montuose che superno i 6.000 metri, il Ladakh è la terra degli alti passi Himalayani dove sventolano centinaia di bandierine delle preghiere affinché il vento trasmetta a tutte le genti i messaggio di pace, serenità e prosperità; il Khardung La, con i suoi 5606 metri è il passo carrabile più alto del mondo. Monti, valli, fiumi e laghi d’alta quota come il Pangong e lo Tso Moriri, fanno di questa regione una delle terre più affascinanti dell’India, tanto da essere considerata la mitica Shangri-La del romanzo Orizzonte perduto di James Hilton. Nelle luminose verdissime oasi dei fondovalle, coltivate ad orzo e colza e punteggiate da pioppi ed alberi di albicocche, sorgono i minuscoli villaggi. A Nord di Leh, il capoluogo situato a 3.500 metri, si aprono le isolate valli di Nubra e Shayok in uno scenario di rara bellezza fra il deserto d’alta quota con le dune di sabbia e le imponenti catene montuose. Ma quello che più colpisce sono i numerosi monasteri buddisti che si ergono isolati in un paesaggio lunare ed offrono la possibilità di assistere
alle preghiere mattutine ed alle cerimonie religiose dei monaci in un’atmosfera
mistica e contemplativa. La popolazione, parlante dialetti tibetani e professante
in maggioranza il buddhismo lamaico di scuola tibetana, è formata
da Ladaki e Khampa. I Ladaki, agricoltori, commercianti ed abili artigiani,
hanno sempre goduto di una certa agiatezza; i Khampa, pastori seminomadi,
allevano pecore e capre dalle quali ricavano lane pregiate come il kashmir e
la pregiatissima pashmina. Dal 1974, anno di apertura al turismo, questo è
diventato una fonte di reddito non trascurabile, anche se la situazione è ancora critica in quanto i suoi confini di stato con il Pakistan e la Cina sono tuttora oggetto di contese. I lunghi inverni e le copiose nevicate impongono la chiusura delle strade per oltre sette mesi all’anno e sono percorribili abbastanza agevolmente solo da Giugno a Settembre. Dal 1974, anno di apertura al turismo, questo è diventato una fonte di reddito non trascurabile, anche se la situazione è ancora critica in quanto i suoi confini di stato con il Pakistan e la Cina sono tuttora oggetto di contese. I lunghi inverni e le copiose nevicate impongono la chiusura delle strade per oltre sette mesi all’anno e sono
percorribili abbastanza agevolmente solo da Giugno a Settembre.
                                                                                      Mario Aliberti
Ultimo aggiornamento: 14/10/2020
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