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Racconto di viaggio di Mario Aliberti: Aprile 2014

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PAPUA NUOVA GUINEA: Un mondo che scompare

Settembre - Ottobre 2012

La Papua Nuova Guinea è la parte orientale dell'isola Nuova Guinea, seconda al mondo per grandezza dopo la Groenlandia. Unitamente all'arcipelago delle Bismarck e ad altre isole del Pacifico è dal 1975 uno stato indipendente membro del Commonwealth. L'isola venne scoperta dai portoghesi nel XVI° secolo. Nel corso del XIX° secolo olandesi, tedeschi ed inglesi occuparono parti diverse del paese fino a quando, nel 1969 la parte occidentale olandese venne unita all'Indonesia e costituisce attualmente la provincia della Papua mentre i possedimenti inglesi e tedeschi, dopo un affidamento temporaneo all'Australia, nel 1975 ottennero l'indipendenza. Popoli che per millenni hanno vissuto in territori aspri ed inaccessibili riuniti in clan e senza una struttura unitaria a causa della loro indole estremamente bellicosa determinata dalla necessità di contendersi le scarse risorse alimentari, hanno subito nell'arco di una generazione lo shock dell'arrivo dei bianchi, interessati alle loro ricchezze minerarie, che ha sconvolto le loro esistenze senza apportare alcun beneficio concreto. Molti sono stati attratti dalla città dove pochi godevano di un certo benessere mentre la maggioranza era destinata all'emarginazione ed alla disoccupazione. Si è così diffusa la piaga dei rescal, bande organizzate che non esitano a rapinare, spesso con metodi estremamente violenti, persone ed abitazioni tanto che il governo, derogando alle note tradizioni inglesi, ha consentito l'uso delle armi alla polizia locale. Per dare sfogo in maniera non cruenta alle rivalità fra clan ancora molto vive, negli anni cinquanta del secolo scorso le autorità coloniali pensarono di organizzare degli show culturali (sing-sing) che ebbero un discreto successo e si diffusero in molte località del paese. In ogni villaggio si formano oggi gruppi per partecipare alle manifestazioni dove saranno premiati quelli che si distinguono per l'originalità dei costumi, l'armonia delle danze, la fierezza del portamento. Tutte le etnie principali cercano di mantenere vivi per quanto possibile i loro usi e costumi e si esibiscono in danze e manifestazioni tradizionali, oltre che ai Sing-sing, anche in occasione di eventi particolari ai quali partecipano funzionari pubblici o della visita di stranieri al loro villaggio. Le immagini del servizio mostrano l'ambiente, la vita, le tradizioni dei popoli che vivono lungo le rive del fiume Sepik, uno dei più grandi della Papua Nuova Guinea, della Valle del Tari dove abitano gli Huli, una valle solo di recente aperta al turismo e non facilmente raggiungibile per la presenza lungo il percorso di bande di rescal. Nella città di Goroka si tiene il più antico Sing-sing del paese e numerose immagini riguardano questa zona e la manifestazione stessa che incanta per il gran numero dei partecipanti, la bellezza e la varietà dei costumi, l'originalità delle maschere, il frastuono dei tamburi e, sopratutto, la fierezza e l'orgoglio dei protagonisti. Un angolo di mondo che vuol resistere al falso progresso imposto dall'esterno ma destinato a scomparire nel volgere di pochi anni.

Ultimo aggiornamento: 22/11/2017
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