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Racconto di viaggio di Mario Aliberti: Settembre 2018

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Venerdì 28 Settembre 2018 alle 21:00  Mario Aliberti ha raccontato il viaggio in MONGOLIA: Il fascino dell'infinito.

Sala Rita Levi Montalcini, Viale Trieste (Santa Caterina) – Fermo  

LA MONGOLIA: Il fascino dell'infinito

Settembre- Ottobre 2010


La Mongolia e Gengis Khan

La Mongolia ha una superficie pari ad oltre cinque volte quella dell’Italia ed una popolazione di poco più di 3.000.000 di abitanti di cui oltre la metà dimoranti nelle capitale e dintorni.   Com’è noto l’impero mongolo è stato uno dei più vasti della storia e nel 1279,  momento di maggiore espansione, si estendeva dall’Europa alla Corea, dalla Siberia al Vietnam. Lo spirito di Gengis Khan vive ancora nel nome di tante strutture e prodotti. L’aeroporto di Ulaanbaatar si chiama Gengis Khan, come pure uno dei più prestigiosi alberghi della capitale; in tutti i bar si può bere l’ottima birra locale Gengis Khan e negli scaffali dei supermercati sono allineate bottiglie dell’eccellente vodka dallo stesso nome; la sua immagine è riprodotta nelle banconote di maggiore diffusione. Insomma i Mongoli, anche i più giovani, sono orgogliosi di essere i discendenti del grande condottiero anche se non sono i soli in quanto sembra accertato che lo 0,5% della popolazione mondiale e l’8% di quella asiatica potrebbe discendere da Gengis Khan.

Il popolo Mongolo
Una delle caratteristiche della gente mongola è la fierezza di un popolo consapevole di discendere da una storia dal glorioso passato. La Mongolia è una delle terre più genuine, autentiche, sorridenti del mondo. E’ una cultura nomade che conserva ostinata i propri riti millenari a dispetto della collocazione geografica fra due colossi come la Russia e la Cina. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare  i Mongoli, pastori seminomadi,  sono estremamente ospitali e sorridenti. La gher è da secoli l’abitazione per eccellenza dei Mongoli, essenziale funzionale, bella. In 20 metri quadrati riesce a contenere tutto e si può smontare e rimontare in poche ore. Queste particolari abitazioni che punteggiano le sterminate pianure non hanno chiavi alla porta; chiunque sia di passaggio e ne abbia necessità può tranquillamente entrare per ripararsi dal freddo o per rifocillarsi con bevande calde e formaggi presenti all’interno.   
Il Golden Eagle Festival
La caccia con le aquile, di antichissima tradizione, è praticata dai kazaki che vivono nella regione occidentale della Mongolia a confine con il Kazakistan e la Cina. La manifestazione si svolge ad Ulghii nella prima fine di settimana di ottobre che praticamente coincide con l’inizio dell’inverno, stagione nella quale le aquile sono più attive. Da ogni parte della regione i  cacciatori, nei loro abiti tradizionali, convergono a cavallo nella zona della gara esibendo con orgoglio la loro aquila che reggono sul braccio destro protetto da uno spesso guanto di pelle.                                                                                                         
Il territorio
Fino al ventesimo secolo il territorio della Mongolia era il doppio di quello attuale e comprendeva gran parte della Siberia e la cosiddetta Mongolia interna, oggi regione della Cina. In questi due paesi vivono perciò popolazioni di etnia mongola. Nella zona dei Monti Altai invece gente di etnia Kazaka vive in Mongolia. Il clima è continentale con estati calde, specie nella zona del Gobi, ed inverni particolarmente freddi quando la temperatura può scendere fino a meno quaranta gradi. Un percorso full immersion vissuto  nella natura, apparentemente monotona ma estremamente varia, ha un fascino straordinario. Le immense pianure con branchi di cavalli selvaggi, le dune che cantano del deserto del Gobi, le formazioni rocciose della valle dei dinosauri che al tramonto si colorano di rosso, i limpidi fiumi costeggiati da abeti gialli, il tutto sotto un immenso cielo celeste, offrono spettacoli naturali unici che lasciano ricordi di momenti preziosi ed intensi della vita e della cultura di un popolo molto lontano e diverso dalla nostra realtà.
                                                                                            Mario Aliberti
Ultimo aggiornamento: 29/11/2018
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