Fondato nel 1976
Camping Club Fermano
Vai ai contenuti

Menu principale:

Spazio per riflessioni libere di soci o simpatizzanti inerenti il turismo e il viaggiare

Attività
Chi ha piacere di partecipare può inviare il testo a: postmaster@campingclubfermano.it
da Pia
Domenica scorsa

Domenica scorsa, alla fine del pranzo che il Camping Club Fermano organizza ogni anno per la festa della donna, un socio camperista mi ha invitato a scrivere qualcosa come ai vecchi tempi, quando ancora ci arrivava a casa il giornalino con gli aggiornamenti sull'attività del nostro club e di altri delle zone limitrofe. Ho promesso di accontentarlo ma, non facendo da tempo più viaggi in plein air, non ho tanti argomenti di cui parlare inerenti questo tema e neppure esperienze di viaggio da raccontare. Tuttavia, riflettendo, ho trovato qualcosa da scrivere.
Si tratta di un'esperienza, per me nuova, fatta un paio di anni fa in occasione delle elezioni amministrative nel mio paese. Fui contattata dai componenti di una delle tre liste che concorrevano alla formazione della nuova amministrazione comunale e mi convinsero a farne parte. All'inizio non volevo saperne essendo scettica su una probabile vittoria degli onesti. Riconoscendo però nei componenti della lista le doti giuste per cambiare il modo di amministrare, soprattutto l'onestà e la capacità del capolista (donna come me), accettai di collaborare. Naturalmente l'argomento di cui decisi di occuparmi durante la campagna elettorale fu proprio quello in cui mi sentivo più preparata e cioè il turismo in ogni suo aspetto. Cercai di far capire alla gente quanto il turismo sia linfa vitale per un paesino piccolo come il nostro e perorai con fervore la causa, annosa ormai, per la creazione di un'area di sosta attrezzata per i camper. Spiegai quanto fosse importante saper accogliere al meglio i turisti itineranti affinché potessero condividere la loro soddisfazione con tanti altri in occasione di gite con amici o partecipazioni a raduni di vario genere, infondendo in loro la giusta curiosità per decidere di venire di persona a dare un'occhiata al nostro paese. Inutile dirvi come è andata a finire l'avventura, è facile immaginarlo! Per una manciata di voti, la vecchia guardia è ancora in auge, calma e tranquilla nella sua poltrona ormai consunta dal tempo ma ancora comoda. Dell’area di sosta non se n’è più parlato. Spesso l’apatia della gente impedisce quei cambiamenti che sarebbero auspicabili per migliorare la vita delle comunità. Quanto a me, addio sogni di un'idealista impenitente e addio speranza di vedere realizzato un progetto che avrebbe senza dubbio contribuito ad aumentare l'afflusso di questa nostra categoria privilegiata, i camperisti, nel mio bel paesino. Sì, proprio così ‘privilegiata’, perché io, con la smania che ho di viaggiare, ho partecipato a qualche gita organizzata in pullman, ma vuoi mettere la libertà che ti consente un camper?, non c'è proprio paragone.
A chi perderà un po' del proprio tempo a leggere queste mie riflessioni, dico solo: "Spero di non avervi annoiato troppo e, comunque, grazie".
Pia Petracci
da Mario
Il Viet Nam, “La Terra verso il Sud”
13 novembre 2017
Il mio ultimo viaggio? Sono stato in Viet Nam, 32 giorni, la maggior parte trascorsi al Nord fra le etnie che io prediligo; un viaggio abbastanza lungo per un paese al quale la maggior parte dei viaggiatori dedica una decina di giorni. Ma io ho bisogno di tempo, di perder tempo, per cercare di conoscere la vita normale, le attività quotidiane; per cercare di assorbire la loro cultura, le loro tradizioni e farmi un’idea di quello che è il Paese. Allora, che cos’è, com’è il Viet Nam?
Parto dalla bandiera che, specie nei piccoli villaggi, è esposta in molte abitazioni, non per ingraziarsi il governo (che poi è il partito unico, ma perché rappresenta il simbolo dell’unità nazionale. Sono tornato da una settimana e queste sono le prime impressioni.
La bandiera nazionale con una stella gialla a 5 punte su sfondo rosso, rappresenta il partito comunista e gli operai, i contadini, i soldati, gli intellettuali, i giovani.

La denominazione ufficiale del paese è Repubblica Socialista del Vietnam, i suoi abitanti, circa 90 milioni, vivono su un territorio poco più grande dell’Italia costituito per l’80% da montagne e colline. Il mezzo di trasporto più comune, per persone e cose, è il motorino; ne circolano circa 50 milioni.
Il partito è unico, il Partito Comunista del Vietnam e quindi sono tutti comunisti, quasi tutti.
Il Vietnam è uno stato ateo, le persone sono tutte atee, quasi tutte.
C’è libertà di parola e si può dire tutto, quasi tutto.
L’assistenza sanitaria è per tutti, quasi per tutti.
L’istruzione è garantita a tutti, quasi a tutti.
La pensione spetta a tutti, quasi a tutti.
La terra è di proprietà dello stato ma alcuni ne posseggono tanta e molti poca.
Tutti i cittadini sono soddisfatti del governo, quasi tutti.
La moneta ufficiale è il Dong vietnamita, quella parallela è il Dollaro USA, 1 Dong vale 0,000045 dollari USA.

Ho parlato con comunisti convinti impegnati nel partito, con comunisti tiepidi, con non comunisti; tutti convengono che il paese, finalmente unito, deve evitare qualsiasi azione che possa turbare la vita sociale, sia all’interno che all’esterno del paese cercando pacificamente di progredire sia economicamente che socialmente mantenendo buoni rapporti con tutti paesi, in special modo con quelli confinanti.
Il Vietnam è un paese forse un po’ strano per noi ma con un grande orgoglio nazionale, ospitale, laborioso, gentile, dove pochi seguono una religione vera e propria, buddista, taoista, cattolica, ma dove è vivo il culto degli antenati e dove nei templi si venerano persone che hanno tenuto una condotta di vita esemplare. Sono felici i vietnamiti? Non lo so; ho l’impressione che vivano abbastanza serenamente.
Mario Aliberti

Giornalino 2013 - 2014

Disponibile l'Archivio, dal 2009 dei precedenti Notiziari del CCF, inseriti fino a settembre 2013 nella pubblicazione "Il campeggio Marchigiano", curata da "Campeggiatori Club Adriatico".

Ultimo aggiornamento: 02/12/2017
Torna ai contenuti | Torna al menu